Soia NAV 290 devastata dalla grandine risorge rigogliosa con tanti bacelli

Non finiremo mai di dire che la soia è una coltura fantastica, ideale per interrompere la monocoltura cerealicola, per migliorare i terreni e per diversificare le opportunità di mercato, tuttavia in gran parte incompresa dai nostri agricoltori.

La soia meriterebbe più attenzione e più ettari in Italia e un posto fisso nelle rotazioni della Pianura Padana. A maggior ragione ora che possiamo contare su nuove varietà come NAV 290 di Sipcam Italia, ad alto contenuto proteico per filiere speciali che puntano all’alta qualità che abbiamo scelto per le prove della Kverneland Academy Soia 2020.

L’alta fertilità e il forte adattamento alle diverse realtà aziendali hanno permesso a NAV 290 di resuscitare dalla devastazione che l’ha colpita con una furiosa grandinata avvenuta nello scorso luglio.

Ecco come si presentava a metà luglio il campo di soia Academy 2020 dopo la grandinata che ha praticamente azzerato la vegetazione di NAV 290.

 

Nonostante la situazione alquanto preoccupante del campo, d’accordo con Sipcam abbiamo voluto comunque portare a termine le prove di confronto, e la soia ci ha dato ragione rispondendo magnificamente, come vedete dalle foto che vi mostriamo.

Si notano ancora sullo stelo le “cicatrici” della grandinata, ma la pianta è riuscita a recuperare in foglie e bacelli.

 

Notare anche la permanenza di una buona rizobiatura.

 

Ecco come si presenta una pianta di NAV 290 a fine agosto, perfettamente in salute e con una notevole quantità di bacelli.

 

In primo piano al centro Angelo Frascarelli (Università di Perugia) insieme a due giovani tesisti. In secondo piano a sinistra Bruno Agazzani, agronomo della Speziali Antenore, e Gabriele Chiodini dell’Università di Perugia.

 

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